Venerdì 8 marzo 2024 al circolo fotografico veronese ho assistito ad uno di quegli incontri che pensavo potessi "archiviare" semplicemente ed invece resterà indelebile perché l'argomento trattato è coinvolgente e sarà negli anni a venire il fulcro principale in diversi ambiti della nostra vita.
Michele Smargiassi ha parlato di fotografia e intelligenza artificiale (IA) in una sala piena di appassionati del genere e di stimati fotografi, e anche se l'argomento è attuale come non mai mi rendo conto invece che affonda le sue "radici" diversi anni addietro.
Io come di consueto, una volta entrato in sala, mi sono seduto e ho tirato fuori dal mio zaino penna e taccuino per annotarmi ciò che più mi interessava.
Pensieri annotati
Il concetto di fotografia traballa con l'IA e tutti noi abbiamo il diritto e il dovere di dubitare. E' curioso come negli anni, dalla macchina fotografica, sia sparito il supporto fisico sul quale veniva impressa l'immagine (il negativo) mica adesso sparirà anche il fotografo? Al giorno d'oggi se cerchiamo sul dizionario la definizione di fotografia cosa potrebbe capire un ragazzo di 15 anni?
Definizione 1
Processo fotochimico che consente di fissare l'immagine negativa di un oggetto, ottenuta nella camera oscura, su un supporto reso chimicamente sensibile alla luce, e di riprodurla quindi positivamente su un altro supporto sensibile
Definizione 2
La fotografia (o anche foto), è il disegno della luce che si materializza, tramite il lavoro ottico di un obiettivo fotografico, su una superficie fotosensibile, solitamente una pellicola fotografica o un sensore elettronico (tipo CCD o CMOS, ecc). Ma anche il processo e la pratica per creare tali immagini, si chiama fotografia.
La fotografia è coetanea della rivoluzione industriale, ha collaborato a crearla facendo sì che "se ciò lo vedi esiste" e noi oggi continuiamo a pensarla proprio così. Le fotografie scattate da un fotografo hanno un'umanità dentro che l'IA non riuscirebbe a mettere... o forse non è proprio così.
Cosa potrebbe fare meglio un computer rispetto ad un fotografo, la risposta sarebbe "il computer sa calcolare meglio". Però sarebbe lecito chiedersi il perché non riesce a cogliere alcune sfumature che invece un fotografo coglierebbe.
Quindi se un algoritmo può ricreare un'immagine procedendo secondo le nostre indicazioni inserite in un prompt dei comandi, tale procedura potrebbe accostarsi a ciò che facevano i disegnatori in un'aula di un tribunale quando non vi erano le telecamere? A quello che facevano anni fa i disegnatori per risalire all'identikit di un ricercato?
Curiose sono oggi anche le copertine illustrate de La domenica del corriere se proprio vogliamo un riferimento a ciò.
Perché quindi, l'algoritmo della IA, dovrebbe preoccuparci?
Perché quando chiediamo di riprodurre alla IA la scenda di un CEO che parla davanti ad un gruppo di persone quasi sempre il CEO e la maggior parte del pubblico che lo ascolta sono uomini e non donne?
Sarà sempre l'uomo che darà le giuste istruzioni alla macchina basandosi su ciò che lui come persona umana realmente è, con la sua sensibilità, il suo vissuto, le sue emozioni e la sua formazione culturale? Un poco come facevano quei disegnatori che cercavano di fare al proprio meglio le loro illustrazioni?
La serata con Michele Smargiassi è stata ricca di spunti e di curiose domande, l'argomento resta aperto ma adesso ho delle indicazioni da seguire e sulle quali potrò meditare.
Ad maiora...
Riferimenti a libri citati durante la serata:
- Macchine come me - Ian McEwan
- Un'autentica bugia - Michele Smargiassi
- Il bacio di Giuda. Fotografia e verità - Joan Fontcuberta
- Dimenticare la fotografia - Andrew Dewdney
- Né intelligente né artificiale. Il lato oscura della IA - Kate Crawford
- Etica dell'intelligenza artificiale: sviluppi, opportunità, sfide - Luciano Floridi
- Dalla terra alla luna - Jules Verne